Tolfa Short Film Festival

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DOMENICA 2 OTTOBRE ore 21,00 docufilm NASTRI 70 - ARGENTO VIVO

NASTRI 70 ARGENTO VIVO

Il film della nostra storia con la regia di Antonello Sarno.

Una cavalcata storica in 70 anni di cinema, dai premi ad Anna Magnani e Roberto Rossellini al Nastro d’Oro a Stefania Sandrelli, il 31 Maggio scorso a Roma. Con il montaggio di cinegiornali e cronache, non solo d’epoca, un film che racconta com’eravamo ma, soprattutto, com’è cambiata, vista dal cinema

, l’Italia della Repubblica nata con il grande cinema del 1946 quando è nato il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani.

 Taormina, 2 Luglio -Una poesia estemporanea creata e recitata da un giovane Alberto Sordi, poi le immagini del 1946 con la premiazione dei primi Nastri d’Argento all’Hotel de Russie di Roma: Anna Magnani e Vittorio De Sica che si appuntano il Nastro sul bavero della giacca (allora il primo Nastro era proprio come un fotogramma d’argento con l’iscrizione…). Si apre così Nastri 70 argento vivo il documentario prodotto dal Sngci che Antonello Sarno ha realizzato per il 70.mo compleanno dei Nastri e del Sindacato, nati nello stesso anno.

Una cavalcata siglata dalle immagini non solo d’epoca, da frammenti di cronaca e dalla musica scelta da Sarno che ci racconta attraverso gli anni una storia siglata dai cambiamenti di costume e anche politici del Paese, un’Italia che ha vissuto il cinema come una grande occasione di riscatto e ricostruzione dopo la guerra, regalando al suo pubblico e al mondo film entrati a far parte della storia, non solo italiana, del cinema.

E una carrellata di premi che arriva ai Nastri speciali di quest’anni, con le immagini di Kevin Costner e a Roma, il 31 Maggio scorso al Maxxi, del Nastro d’Oro avuto da Stefania Sandrelli.

Tra i nomi che riconoscono nel film protagonisti di ieri come Andrea Checchi, Lea Padovani, Gino Cervi ma anche Montgomery Clift, Mirna Loy, Anthony Quinn, William Holden, ovviamente Federico Fellini e Giulietta Masina, Virna Lisi, Kirk Douglas, Totò con Franca Faldini, Silvana Mangano, Anna Maria Pierangeli, Gina Lollobrigida, Dino De Laurentiis, Carlo Ponti, Goffredo Lombardo, Sandra Milo, Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Valentina Cortese, Jack Basehart, Claudia Cardinale, Luchino Visconti, Paolo Stoppa, Armando Trovajoli, Nino Rota, Giancarlo Giannini e Mariangela Melato, Aldo Fabrizi, Ettore Scola, Age, Pietro Germi, Stefania Sandrelli, Marcello Mastroianni, Monica Vitti, Michelangelo Antonioni, Pier Paolo Pasolini, Carlo Di Palma, Mario e Vittorio Cecchi Gori, Massimo Troisi, Francesco Nuti, Roberto Benigni, Sophia Loren, Roman Polanski, Pedro Almodovar, Tom Cruise.

Il film è stato realizzato da Antonello Sarno con il montaggio di Stefano Farruggia, grazie ai materiali dell’Archivio Istituto Luce Cinecittà, Teche Rai, RTI.

Note di regia

Nastri 70-argento vivo è il mio trentacinquesimo lavoro tra corti e documentari.

Io appartengo al Sindacato non so più da quanti anni, e inevitabilmente questo documentario è quello che mi ha reso più orgoglioso nella sua realizzazione, duramente impegnativa anche a causa di gravi problemi personali, ma soprattutto nel risultato: un piccolo film di 30 minuti dedicato ai 70 anni dei Nastri d'argento, premio che ha sempre - basta guardare le immagini - saputo scorgere e riconoscere talenti emergenti e nuove tendenze creative molto prima di tanti altri. Anzi, di tutti. I giornalisti cinematografici italiani, infatti, hanno scritto prima sui giornali, poi in radio, in tv e oggi sul web, la storia del cinema italiano. Un cinema che nel bene e nel male ha raccontato la storia di questo Paese.

Nastri 70 è il "racconto...di questi racconti". O almeno dei momenti più intensi di questa storia rappresentata proprio dalle assegnazioni dei Nastri d'argento. Anno dopo anno, da parte di un sindacato autonomo, senza industrie alle spalle, senza santi in Paradiso, ma fermamente determinato a dire la propria sulla qualità del cinema e dei suoi protagonisti fin dal 1946, quando il nostro cinema stava appena rinascendo.

Una storia, quella dei Nastri, divertente e commovente. Raccontarla è stato un piacere e un onore, perché (piaccia o no) il cinema italiano è una famiglia, e nemmeno tanto grande.

Per questo, a titolo rigorosamente personale, lo dedicherei ad Ettore Scola.